
La prima notte che ho dormito qui, vent’anni fa, mi sono svegliata per un rumore. Sentivo l’acqua scorrere nel riscaldamento a pavimento. Ricordo perfettamente quella sensazione: era tutto così silenzioso che il mio cervello stava cercando qualcosa da ascoltare.
Da allora ho capito che il silenzio non è assenza di suono. È la possibilità di accorgersi di ciò che normalmente sparisce sotto il rumore continuo. Oggi lo chiamano silent travel. Per noi è semplicemente il modo in cui si vive qui.
Il silenzio non è vuoto
Chi arriva dalle città spesso nota subito una cosa. “È proprio silenzioso qui.” La sera, d’estate, si sentono le rane, le cicale e le gallinelle d’acqua nascoste tra i bambù. Dopo le sette arriva una leggera brezza. Le auto quasi spariscono.
In inverno, invece, c’è quasi il nulla. Al mattino si sente l’acqua del ruscello. E il suono più costante è quello del macinacaffè che prepara il primo caffè della giornata.
Sono suoni piccoli. Ma quando sparisce il rumore di fondo, diventano parte dell’esperienza
Dopo il lago, dopo Verona
Molti ospiti arrivano felici, ma anche stanchi. Non del viaggio. Delle persone. D’estate il Lago di Garda è bellissimo, ma può essere molto affollato. Anche Verona, dopo una giornata intensa o dopo l’opera in Arena, lascia addosso una specie di energia continua.
Quando rientrano qui, spesso si percepisce un sollievo silenzioso. Qualcuno lo dice ad alta voce. Altri lo mostrano solo rallentando il passo, appena varcato il cancello.
Il nuovo lusso: non avere orari
Negli anni ho capito che agli ospiti non interessa davvero avere una cucina. Quello che cercano è la sensazione di libertà. Fare colazione tardi. Restare in pigiama. Leggere in giardino. Cenare in silenzio. Non dover seguire ritmi imposti.
Gli appartamenti indipendenti cambiano il modo di vivere il soggiorno perché permettono alle persone di riappropriarsi del proprio tempo. Non è una questione di spazio. È una questione di ritmo.
Le persone rallentano davvero
Si vede chiaramente. Chi arriva il primo giorno spesso è ancora veloce nei movimenti, nelle parole, nei programmi. Dopo qualche notte cambia qualcosa. Gli ospiti iniziano a vivere gli spazi invece di usarli soltanto. Alcuni non vogliono più andare via.
Forse perché il silenzio modifica il ritmo senza che ce ne si accorga.
Le notti nelle colline del Custoza
Di notte qui si vedono ancora le stelle. In estate anche Venere. Non c’è quasi inquinamento luminoso e, a parte le auto degli ospiti che rientrano dal ristorante, la campagna torna quieta. Completamente quieta.
Il mattino più bello
Per me il momento più bello è presto, quando Filippo e Jacopo escono per andare a scuola. In primavera esco nel mio piccolo giardino a controllare le rose. La luce è ancora morbida e tutto sembra rallentare naturalmente.
Molti ospiti fanno colazione con calma nei propri appartamenti, senza orari. Non succede molto. Ed è proprio questo il punto.
Una posizione tra due destinazioni
Le colline del Custoza, tra Verona e il Lago di Garda, permettono di vivere entrambe le destinazioni restando però fuori dal turismo continuo e dal rumore costante. Una posizione che permette di alternare giornate intense e ritorni lenti.
Forse oggi le persone cercano contatto con la natura e con la vita. Non isolamento. Non lusso ostentato. Piuttosto: tempo, quiete, autonomia, spazio mentale. E forse il vero viaggio, a volte, inizia proprio quando finalmente si riesce a sentire il silenzio.
